Ad Oristano fino alla prima metà del XIX secolo, operavano ben sette Gremi: Muratori, Scarpari, Ferrari, Falegnami, Figoli, Sarti e Contadini. Ancora oggi esistono e sono comunemente chiamate Gremi, la Società dei Muratori di Santa Lucia, la Società dei Falegnami di San Giuseppe e la Società dei Contadini di San Giovanni Battista.
Circa la nascita e la storia del Gremio dei Contadini si sa ben poco. Alcuni documenti custoditi presso l’Archivio di Stato di Cagliari, documentano questa istituzione già nel Seicento, mentre, attualmente, il Gremio custodisce alcuni documenti che attestano la sua esistenza nel 1700 e libri di verbali riguardanti la nomina de Is Oberaius Majoris (Presidenti), massime autorità del Gremio, che partono dalla seconda metà del 1800. Il Gremio custodisce ancora l'antica Cassa a tre chiavi, arca a tre serrature, ciascuna delle quali con chiave diversa, affidate a tre differenti persone aventi importanti responsabilità all’interno del Gremio, nella quale venivano custoditi valori e documenti importanti.
Simbolo del Gremio è la Bandiera costituita da un’asta in legno, a cui è appeso un drappo di broccato rosso. All’asta, sormontata da una croce di spighe che racchiude l’effigie del Santo Protettore bambino, sono appesi numerosi nastri colorati recanti i nomi dei vari Presidenti del Gremio. In occasione delle rare uscite ufficiali, la Bandiera accompagna sempre il Gremio, ovvero per la festa della Natività di San Giovanni Battista, per la Processione di Corpus Domini, per la Processione di Sant’Efisio Martire, per la Sartiglia e per accompagnare nell’ultimo viaggio Is Oberaius (Presidenti) e Is Priorissas (mogli de is Oberaius) defunti, in questa circostanza i molteplici nastri colorati sono sostituiti da un unico nastro nero.
Sicuramente le origini del Gremio risalgono ad antica data e stretto è il suo legame con le attività economiche e sociali della città di Oristano. Il Gremio oltre che custodire la Chiesa di Santu Giuanni de Froris (San Giovanni dei Fiori), organizzare le feste in onore di San Giovanni e le altre consuetudinarie tra cui la Sartiglia dell’ultima domenica di Carnevale, svolgeva, sino a pochi decenni fa, attività di mutuo soccorso con il prestito di denaro, semenze e attrezzature. Questi importanti valori di solidarietà e assistenza reciproca sono sopravvissuti nonostante il mutare dei tempi e hanno permesso al Gremio di custodire e tramandare nel tempo questi suoi ideali e soprat-tutto la sua struttura organizzativa.
Grande importanza è data alle feste religiose nella vita del Gremio. Is Oberaius Majoris sono tenuti a norma di Statuto alla celebrazione di tutte le feste religiose in onore di San Giovanni e alle altre consuetudinarie. A Giugno si celebra la Festa della Natività di San Giovanni Battista, ad essa è legata la fine del mandato dei due Oberaius uscenti e l’inizio del mandato per quelli entranti. La sera del 23 si aprono i festeggiamenti con il trasporto della Bandiera dalla casa de S’Oberaiu Majore (a cui è affidata la custodia della Bandiera) alla Chiesa di Santu Giuanni ’e Froris (San Giovanni dei fiori). La Bandiera lascia la sala principale della casa dove ha troneggiato durante l’anno di presidenza, adornata da due nuovi nastri legati sotto la corona di spighe di grano che circonda l’immagine di San Giovanni bambino. Nei nastri spiccano i nomi de S’Oberaiu Majore e de Sa Priorissa e l’anno del mandato appena concluso. La Bandiera viene posta su un carro a buoi mentre i componenti del Gremio si sistemano sul decorato carrello di trattore che segue il carro. Un corteo di trattori addobbati e cavalieri a cavallo accompagna la Bandiera verso la Chiesa. Arrivati alla Chiesa si celebra la Messa della Vigilia, conclusa la quale, si cantano is Goccius in onore di San Giovanni (canti sacri popolari), segue il tradizionale invito di amaretti e vernaccia a tutti i presenti. Il giorno della festa la prima messa all’alba annuncia una giornata densa ma gioiosa che trascorrerà scandita dalla celebrazione delle Messe e dai banchetti fino a tarda notte. Il 25, nella mattina si tiene la Messa in suffragio dei soci defunti, nella serata i componenti del Gremio, durante una riunione a porte chiuse, che si tiene nei locali attigui alla Chiesa, nominano ufficialmente i nuovi Oberaius Majoris. Finita la riunione le porte della Chiesa si aprono e la Bandiera viene portata fuori e tra manciate di grano e fiori viene posta sul carro a buoi. I componenti del Gremio prendeno posto sul carrello di trattore, e il corteo si dirige verso la casa del nuovo Presidente (a cui è affidata la custodia della Bandiera), dove la Bandiera intronizzata darà inizio al nuovo mandato di presidenza mentre tutti i convenuti festeggeranno durante un fastoso banchetto offerto da s’Oberaju neo eletto che da inizio al suo nuovo mandato. È importante ricordare che fino alla prima metà di questo secolo il Gremio organizzava in occasione del 24 giugno il Palio di San Giovanni, una corsa a cavallo che partendo dal borgo contadino raggiungeva la Chiesa gotico-aragonese di San Martino e si concludeva davanti al sagrato della Chiesa di San Giovanni. Al vincitore veniva offerto in premio “Su Pannu”, panno di broccato che precedentemente veniva portato dai Contadini nella Processione di Corpus Domini. Il 29 agosto si celebra il Martirio di San Giovanni, la sobria festa, rispetto ai fasti di giugno, prevede la celebrazione della Messa, al termine della quale si tiene un rinfresco per i presenti. Altra festa consuetudinaria, era quella che si celebrava nella prima metà di maggio in onore di Sant’Isidoro Agricoltore, Patrono e protettore dei contadini. La festa da tempo scomparsa è stata ripristinata nel maggio del 1997 grazie all’interessamento della Commissione Cultura del Gremio.
La Chiesa di San Giovanni Battista o Santu Giuanni de Froris, ubicata a sud-ovest della Chiesa di San Martino, si trova a circa un chilometro dal centro della città e a duecento metri dal cimitero di San Pietro. La struttura, tipica delle chiese campestri, presenta una pianta quadrata ripartita da quattro pilastri racchiudenti una navata centrale coperta con un tetto poggiante su capriate. Sui lati si collocano la sagrestia e un gruppo di stanze. L'attuale struttura architettonica si può riportare all'epoca spagnola, precisamente al XVI secolo. Ciò nonostante la chiesa ebbe probabilmente origini giudicali testimoniate da molteplici documenti, tra cui il testamento del 1335 del Giudice d'Arborea Ugone II de Bas-Serra che stabiliva un lascito per la chiesa di cui s'apprende la titolatura originaria: Sancti Iohannis de Venis, ovvero San Giovanni delle acque sorgive. Per antica tradizione la chiesa è la cappella del Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista, l'antica associazione di mestiere che sovrintende all'organizzazione della Sartiglia dell'ultima domenica di carnevale, e viene aperta in occasione di tutte le feste del Gremio. All'interno dell'edificio vi è l'altare maggiore dedicato a San Giovanni Battista, affiancato da due altari minori dedicati uno a Sant'Isidoro Agricoltore e l'altro allo stesso Santo precursore. Nella chiesa si conserva inoltre un interessante quadro, restaurato di recente, raffigurante il martirio di San Giovanni Battista, che riporta oltre al nome dell'autore i nomi de Is Oberajus Majoris, le massime autorità dell'associazione, e di altri soci che sul finire del 1700 commissionarono l'opera.
Giunta Oberaius Majoris Genesio Passiu e Giovanni Obino Probi Uomini Primi Amedeo Pireddu e Salvatore Carta Probi Uomini Secondi Efisio Leoni e Mario Perria
Componenti
Ignazio Pinna
Tommaso Pinna
Antonio Matta
Carlo Pau
Corrado Sanna
Salvatore Faedda Segretario Francesco Obino